01 chef la stua de michil corvara
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La semplicità come arte.

Uno sguardo sul mondo.

I viaggi di una vita. L’incontro fra oriente e occidente. La natura. Le stagioni. L’esaltazione della materia nel rispetto della sua essenza. La conoscenza del prodotto e delle persone che lo realizzano. I contrasti e il tatto, la sensibilità e l’armonia, la semplicità e l’imperfezione. Wabi Sabi. Infine, il mondo vegetale che è la base di ogni piatto. Sono questi gli ingredienti della cucina di Simone Cantafio, che si trasformano al palato in uno sguardo sul mondo che non conosce bandiere e confini.

deco

Una nota biografica.

Le idee di uno degli ultimi allievi di Gualtiero Marchesi, dopo gli inizi con Carlo Cracco, sono chiare e per certi aspetti luminose: proseguire nell’insegnamento ricevuto dai grandi maestri, a partire dalla massima di Sébastien Bras sintetizzabile in la natura parla, l’esperienza traduce. Questa è l’essenza basilare della cucina di Simone Cantafio che oggi si perpetua ai piedi delle Dolomiti, nel ristorante Stüa de Michil al quale ha riportato in sole due stagioni la Stella Michelin. Nato a Milano ma di origini calabresi, alle quali tiene moltissimo, Simone Cantafio inizia presto il suo peregrinare fra cucine stellate e paesi diametralmente opposti, Francia e Giappone su tutti.

Dopo undici anni trascorsi alle dipendenze di Michel e Sébastien Bras, creatori di una Maison che ha fatto storia nel mondo della gastronomia internazionale, compresa la lunga parentesi nell’isola di Hokkaido in Giappone a guidare il ristorante due stelle Michelin Toya, Simone Cantafio sceglie una nuova strada che lo ha portato dalle montagne dell’isola giapponese alle pendici delle guglie dolomitiche. E in terra ladina ha intrapreso un nuovo viaggio alla scoperta di una dimensione in cui gli insegnamenti ricevuti si trasformano in esperienze gastronomiche alquanto saporite.

Il nostro menu

fuoco

Tre fusioni 4 cuoco, materia e fuoco. 5 La cottura è cattura di momenti incandescenti.

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